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IL SEGRETO DI UN PIDOCCHIO…

 

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a cocciniglia del carminio (Dactylopius coccus) è un insetto dell'ordine dei Rincoti, originario dell'America centrale.

Conosciuta fino dall'antichità in Persia e in India, la cocciniglia è stata introdotta in Europa solo successivamente alla conquista del Messico del 1523. La preparazione del colorante è descritta per la prima volta dal francescano Homberg nel 1656.

L'E120 (cocciniglia) è un colorante naturale che si ricava dal corpo essiccato di alcuni insetti (Coccus Cacti) che si nutrono della linfa di piante, soprattutto di quelle succulente (piante grasse).Questa sostanza dal colore rosso (detto anche Carminio), è presente soltanto nelle femmine e raggiunge la massima concentrazione in quelle gravide. Gli insetti vengono allevati naturalmente sui cactus e sulle pale dei fichi d'india e le femmine vengono raccolte (staccandole con delle lamine metalliche) poco prima della deposizione delle uova ed essiccate. Dal loro corpo viene estratto il colorante che può essere usato in tintoria, nell'industria dolciaria, per la colorazione di liquori o bibite rosse,  inchiostro e in prodotti cosmetici. Questi insettini sembrano molto richiesti dall'industria come colorante, e vi sono addirittura paesi in cui l'allevamento della cocciniglia è largamente diffuso: Perù (produttore dell'85% della cocciniglia a livello mondiale), Canarie(soprattutto nell'isola di Lanzarote), Spagna meridionale e Messico si collocano ai primi posti della produzione.

Per ottenere 150 grammi della preziosa materia colorante  ci vogliono 5.000 cocciniglie seccate e polverizzate.

Tra le norme alimentari di purità proprie della religione ebraica si esclude l'utilizzo di alimenti e bibite contenenti E120 , gli ebrei evitano  i prodotti che contengano queste sostanze che vengono classificati tra gli alimenti proibiti.

 

DIETRO UNA BOTTIGLIA DI MEZCAL UN’ANTICA LEGGENDA AZTECA

 

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l Mezcal è un distillato ancestrale e mitico. Prodotto fin dai tempi degli Aztechi dai quali era considerato afrodisiaco.

La leggenda racconta che la dea Mayatl, Dea del Mezcal, nutriva i suoi sudditi con il mezcal sgorgante dai suoi quarantamila seni. Un giorno la Dea si trovò estremamente eccitata, una sensazione che non aveva mai provato.

La ragione di quest’eccitamento era la nascita nel suo cuore di uno splendido verme, “il gusano”, che piano piano rendeva più sensibile il corpo della dea. Mayatl per la prima volta s’innamorò di un bellissimo guerriero chiamato Chag, il quale pur temerario e coraggioso rimase sconvolto dalle attenzioni a lui rivolte sino a caderne svenuto. La timidezza di Chag non fece perdere l’illusione alla dea che al contrario cercò in tutti i modi di ottenere il suo amore.

Un giorno Mayatl offrì il suo più bel seno da cui sgorgava copioso il Mezcal, al guerriero: Chag dopo aver bevuto una gran quantità di Mezcal vinse la sua timidezza e con le lacrime agli occhi disse a Mayad: - Fammi diventare Dio o diventa tu donna, così finalmente potremo amarci-. La leggenda racconta che Mayad profondamente emozionata prese dal suo cuore un meraviglioso gusano e lo offrì a Chag. Dopo averlo mangiato l’uomo si sentì divino, prese tra le sue braccia Mayad e lo amò per sette giorni e sette notti.

Da quest’anno è in vendita anche il Doble Gusano (2 Gusani per bottiglia) ancora più performante.

 

 

UN TE’ O UN ELISIR DI LUNGA VITA?

 

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oni su una fiamma moderata un recipiente con tre piedi che mostri, sia nella forma, sia nel colore, le tracce di un lungo uso; riempilo con dell’acqua ottenuta sciogliendo la neve, fai bollire l’acqua il tempo che sarebbe necessario per rendere il pesce bianco e i granchi rossi e versala sulle foglioline delicate di tè, messo in una tazza di terra cotta di yue. Aspetta quindi fino a che il vapore, che all’inizio sale copioso formando dense nuvole, si dissipi a poco a poco e scompaia fino a che solo sulla superficie ondeggino ancora nuvolette leggere; bevi poi con tutto comodo questa bevanda deliziosa. Essa rimuoverà con efficacia le cinque cause dell’agitazione che spesso ci angustiano e disturbano la nostra pace. Noi possiamo assaporare, noi possiamo sentire, ma non possiamo esprimere con parole la dolce calma che una bevanda così preparata ci offre.

 

 

 

LUWAK: L’ANIMALETTO DAL CAFFE' D’ORO

 

Tra le numerose sfaccettature della coffea culture indonesiana, la “leggenda” del Kopi Luwak suscita molta curiosità ed interesse da parte dei visitatori dell’arcipelago. La presenza nell’isola di Giava di un preziosissimo caffè che sfiora i 1000 euro al chilo, ricavato dalla lavorazione delle bacche di coffea, ingerite e “depositate” sul terreno dopo la digestione da un tenero animaletto, ha fatto il giro del mondo. Il Paradoxurus hermaphroditus, denominato più semplicemente Luwak, appartiene alla famiglia dei Viverridae. Il suo corpo snello e allungato lo può far assomigliare ad un gatto, il suo muso e colore ricordano vagamente quello di una piccola volpe grigia.  La particolarità di questo animaletto risiede nella sua abitudine di nutrirsi delle bacche più mature di caffè, che sceglie con cura nelle piantagioni, e più ancora nel singolare processo di digestione che grazie agli enzimi presenti nel suo tratto gastrointestinale originerebbe un prodotto dall’aroma impareggiabile, ovviamente dopo un accurato lavaggio, spolpatura e trattamento classico dei chicchi. Secondo un’analisi degli acidi ed enzimi secreti dal Luwak durante il processo digestivo delle bacche, sembrerebbe che questi siano in grado di attenuare il gusto leggermente amaro del suo chicco.

 

LA FATA VERDE

 

L'assenzio è un liquore francese molto forte, contenente l'Artemisia Absinthium ( assenzio ), creato nel 1792 da un medico francese chiamato Pierre Ordinaire.

La feè verte, che significa la fata verde, era il famoso soprannome dell'assenzio, con riferimento al colore della bevenda e all'incantesimo in cui avvolgeva le persone le persone che lo consumavano ( effetto allucinoggeno ). La fata verde divenne così un personaggio noto nelle illustrazioni di poster promozionali, spuntando spesso come un genio seducente proveniente da una bottiglia o accarezzando un bicchiere di assenzio.

Nel film " Moulin Rouge ", Kylie Minogue appare come la personificazione della fata verde in una visione creata sotto gli effetti dell'assenzio.